Fu un gigantesco crollo di massi staccatisi dal Monte Pelmo chissà quando, che portò alla luce questa "camminata antica di centinaia di milioni di anni".
In quella remota era, il paesaggio "dolomitico" doveva essere assai simile a quello delle odierne isole Bahamas, dove le lingue di mare si protendono nell'entroterra, lasciando, con la bassa marea, pozze d'acqua poco profonde.
In questi acquitrini sconfinati i dinosauri erbivori trovavano alghe per sfamarsi e i dinosauri carnivori, che davano loro la caccia, si apprestavano a diventare gli incontrastati dominatori delle terre emerse.
Questi animali che vivevano sulle spiagge, destinate a diventare milioni di anni dopo il Monte Pelmetto, sono vissuti nell' era del "triassico superiore", il periodo, cioè, in cui i dinosauri fecero la loro prima comparsa. Si possono quindi considerare gli antenati dei temibili carnosauri giurassici tra cui il più noto era il famelico Tirannosauro Rex.
Il masso è raggiungibile a piedi, con una escursione di circa h 1.45, partendo dal Passo Staulanza e seguendo la direzione per il Rifugio Venezia, sul sentiero Cai 472. Ad un certo punto bisogna lasciare il sentiero principale per prendere una digressione sulla sinistra, ben segnalata, che conduce proprio ai piedi del masso con le impronte. Quest'ultima parte è un pò impegnativa per il dislivello.
Un calco del masso, invece, insieme alla ricostruzione di alcuni esemplari di dinosauri che vi lasciarono le orme, sono esposti al Museo Civico di Selva di Cadore.